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Utente: gpdc81
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Il sondaggio

"... erano il loro giudizio sui governi e la storia."

... erano il loro giudizio sui governi e la storia

I video di arcoiris

Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini

La radio (forse)

Document Title Prove tecniche di trasmissione. Prossimamente le trasmissioni dei GC di Casalnuovo in diretta!!(forse)

"... noi siamo tutti gli sfruttati, gli emarginati, le minoranze oppresse che resistono e dicono: BASTA!"

Ejército Zapatista de Liberaciòn Nacional Contracamorra.it San Precario

Iniziative

Il calendario 2009 dei santi laici 

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14/11/2009

IL DENARO ‘PESA’ PIU’ DELL’ACQUA!. SALVIAMO L'ACQUA

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Logo petizione on-line

E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua.
Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:

a) L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;

b) Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.

Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il PD , che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell’acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso:l’acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell’acqua. L’opposizione (PD e IDV), vota contro il decreto-legge.

E così il Senato vota la privatizzazione dell’acqua, bene supremo oggi insieme all’aria! E’ la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita!E’ il trionfo del Mercato, del profitto. E’ la fine della democrazia.

”Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell’acqua –non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni.”

Per questo dobbiamo denunciare con forza:

- il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d’Italia. “Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell’Acqua. I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia.”

-il partito di opposizione , il PD, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell’acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione).

- ed infine tutta l’opposizione, per non aver portato un problema così grave all’attenzione dell’opinione pubblica.

Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l’acqua dal decreto.

E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre.

E ai partiti di opposizione chiediamo che dichiarino ufficialmente la loro posizione tramite il loro segretario nazionale e diano mandato al partito di mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.

E chiediamo altresì , ai partiti di opposizione di riportare in aula la Legge di iniziativa popolare che ha ottenuto nel 2007 400.000 firme ed ora dorme nella Commissione Ambiente della Camera.

Chiediamo alle Regioni di:

-impugnare la costituzionalità dell’articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli;

-varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.

Chiediamo ai Comuni di:

-Indire Consigli Comunali monotematici sull’acqua;

-dichiarare l’acqua bene di non rilevanza economica;

-fare la scelta dell’Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie acque. Questa opzione ,a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l’attuale legislazione . Si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate.

Chiediamo ai sindacati di :

-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua tramite i propri segretari nazionali;

-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.

Chiediamo infine alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) di :

-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano , come ha fatto il Papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate dove parla “dell’accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni”(n.27);

-protestare , in nome della vita, come afferma il Papa nell’enciclica,contro la legge che privatizza l’acqua;

-chiedere alle comunità parrocchiali di organizzarsi sia per informarsi sia per fare pressione a tutti i livelli, perché l’acqua non diventi merce.

Infatti l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è un diritto fondamentale umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove l’acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché ‘sorella acqua’ , fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato.

Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi , ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete.

ALEX ZANOTELLI


IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA e I BENI COMUNI

Con un decreto del 10 settembre scorso (D.L. 135/09, Art. 15) il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati. Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita. Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale. Si tratta di un provvedimento inaccettabile!

IMPEDIAMOLO !

FIRMA L’APPELLO ON-LINE: CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA” - IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA! 

 

www.acquabenecomune.org
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categorie: le nostre lotte, politica globale, informazione globale
12/11/2009

Programma politico per le comunali del 29 e 30 novembre a Casalnuovo di Napoli

Simbolo lista anticapitalistaELEZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CASALNUOVO DI NAPOLI DEL 29 E 30 NOVEMBRE 2009 - PROGRAMMA ELETTORALE

La storia di Casalnuovo ha visto decenni di amministrazione di centro-destra troncati nel 2007 con lo scioglimento del consiglio comunale a causa della provata collusione col sistema camorristico. Lo stesso Sistema spiega gli amplissimi consensi ricevuti nelle consultazioni elettorali che hanno decretato la consegna della città nelle mani di chi ha reso invivibile il nostro territorio.
L’esclusione totale della Sinistra dal Consiglio Comunale ha probabilmente reso più semplice e palese il dispiegarsi, all’interno dell’amministrazione comunale, di logiche affaristiche legate al clientelismo ed alla speculazione edilizia.
I processi di privatizzazione dei servizi essenziali per i cittadini, alcuni dei quali ultimati durante la gestione commissariale, hanno reso questi ultimi sempre più inefficienti e costosi.
La riduzione sistematica delle superfici verdi calpestabili è la sintesi del grado d’interesse dei “vecchi amministratori” nei confronti dell’ambiente; dato rinforzato dalla mancata bonifica delle aree industriali ormai dismesse da troppi anni. Il fenomeno più drammatico è però quello legato all’abusivismo edilizio. Gli edifici abusivi, sorti nella frazione di Casarea, sono noti a tutti perchè hanno risuonato nei media e nella pubblica opinione, fino a fare “eco” nelle istituzioni nazionali con il conseguente commissariamento del comune, ma molto meno note sono le innumerevoli costruzioni realizzate abusivamente nel corso degli anni e poi rese “legali” a seguito di tutti i condoni promossi dai governi centrali, producendo un incremento demografico che ha visto raddoppiare la popolazione in venti anni circa, senza una proporzionale crescita dei servizi primari e secondari. Questi dati sono alla base del notevole peggioramento delle condizioni di vivibilità del paese, delle quali: traffico, inquinamento e saturazione delle risorse, sono i segnali più palesi.
Per offrire una reale alternativa a questo “sistema” ormai consolidatosi nel tessuto sociale della città, le organizzazioni comuniste cittadine hanno deciso di intraprendere in maniera unitaria la “battaglia” elettorale proponendo un cambiamento radicale nel modo di amministrare la città.
Vogliamo rimodellare gli spazi a dispozione adottando un Piano Urbanistico rivolto alla sola ediliza popolare e ad infrastrutture di pubblica utilità, per contrastare interessi speculativi legati alla cementificazione e che hanno condannato la città ad un regime d’invivibilità. Vitale è la realizzazione di zone “verdi” nelle aree industriali abbandonate o, in alternativa, promuovendone la riconversione in attività produttive eco-compatibili.
Il nostro impegno nella lotta alla criminalità organizzata ed alla mala amministrazione, passa per il completamento dell’abbattimento di tutti gli edifici abusivi. In virtù di questo riteniamo prioritaria l’istituzione della stazione unica appaltante per l’assegnazione dei lavori infrastrutturali pubblici, rafforzare la collaborazione con tutte le associazioni regionali e nazionali che sostengono gli imprenditori sotto il ricatto del pizzo ed accelerare le pratiche per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie per donarli alla città per uso di utilità sociale e pubblica.
Consideriamo l’acqua un bene primario non disponibile per nessun interesse speculativo per cui è nostro scopo rendere pubblica la gestione delle risorse idriche; riteniamo urgente la revisione del contratto stipulato con Equitalia S.p.A. per la riscossione dei tributi in quanto i metodi di digestione adottati da detta società hanno prodotto problemi seri anche ai cittadini che sono in regola con i pagamenti, inoltre riteniamo che questo contratto sia troppo oneroso per le casse comunali e per le tasche dei cittadini.
La riforma e la riorganizzazione dei servizi comunali attraverso sportelli informatizzati
accessibili da casa tramite internet assumerebbero un ruolo centrale per la trasperenza dei servizi
ed un risparmio notevole per le casse comunali oltre a ridurre le interminabili code per il rilascio di certificati e per altri servizi comunali.
Nella gestione delle precedenti amministrazioni è stata molto onerosa la spesa per consulenze esterne elargite ad ingegneri e professionisti vari per studi e pareri su questioni che potevano essere affrontate e risolte dai dirigenti degli uffici comunali con conseguente risparmio di danaro pubblico. Detti risparmi potrebbero essere utilizzati, per esempio, per incrementare la spesa per le politiche sociali, che nel corso degli anni hanno subito tagli notevoli. Stesso discorso potrebbe valere per il crescente contenzioso, spesso artatamente promosso per favorire tanti amici “avvocati”. Così sono state comprate, con i soldi pubblici, le coscienze, il silenzio ed il consenso di tanta parte dell’intelligenza casalnuovese. Tali metodi hanno creato una visione distorta sui reali risultati ottenuti dai precedenti amministratori ed hanno promosso una visione consolatoria della realtà. La città è precipitata in un burrone e ciò che preoccupa di più è la totale assenza di una coscienza critica da parte dei cittadini ed in particolare del mondo intellettuale.
La cosa peggiore per Casalnuovo, in questa campagna elettorale e dopo, non è la violenza praticata da uomini senza scrupoli, ma il complice silenzio degli uomini onesti.
Noi vogliamo invertire completamente queste tendenze e queste logiche.
La presenza sul nostro territorio di moltissime micro e piccole imprese e di artigiani, richiede un’attenzione particolare per gli effetti che la crisi economica potrà avere su di essi; la perdita di posti di lavoro in queste aziende, la presenza sul nostro stesso territorio di lavoratori della fiat e di tutti i comparti industriali produttivi più importanti della Campania creerà nuove fasce di povertà e di bisogni di beni primari per cui i comunisti dovranno impegnare tutte le loro forze per tracciare una “mappa dei bisogni” e produrre una capacità di intervento nei conflitti sociali che si verificheranno al fine di tutelare i lavoratori e le lavoratrici dai licenziamenti.
Oggi questa città vive un degrado ambientale, sociale e prima di tutto, culturale per cui non è più rinviabile porre mano ad una ricostruzione civile del paese puntando ad un più elevato livello culturale di tutti i cittadini impegnando principalmente le tante intelligenze presenti in questa città, mortificate e rese silenti ed emarginate dagli amministratori locali, rivalutando tanti sani principi su cui poggiava la società casalnuovese e non solo. Siamo convinti che tali obiettivi possano essere raggiunti espandendo l’informazione non manipolata dai potenti di turno ma da quella libera da ogni condizionamento esterno su ciò che accade intorno a noi e nel mondo. Vogliamo cominciare col rendere fruibile l’accesso libero e gratuito per tutti alla “rete” ed alla “società globale” puntando alla installazione d’impianti WI-MAX che consentono la libera comunicazione, la libera informazione e la libera conoscenza.
In questo quadro generale di proposte non dimentichiamo i tanti migranti che lavorano, abitano, producono e soffrono sulle nostre terre, ragazzi e ragazze dell’est, nordafricani e uomini e donne dell’estremo oriente. Non possono essere abbandonati a se stessi e nelle mani di nuovi schiavisti, riteniamo perciò vitale l’ istituzione di uno sportello migranti dove tutti loro possono trovare informazione e soprattutto aiuto.
In sintesi i comunisti propongono:

1. Rilanciare e far vivere nella politica la questione morale e quella etica, al fine di riallacciare un rapporto ormai lacerato tra cittadini, istituzioni e partiti con l’adozione di un “Codice di comportamento degli amministratori e dei dipendenti pubblici” che introduca anche elementi di contrasto ad eventuali conflitti di interessi da parte di amministratori e di dipendenti ed all’uso distorto del danaro pubblico;

2. Adozione di tutti gli atti opportuni e necessari a ripristinare il rispetto delle leggi e delle norme anche per ricreare un clima di legalità e di giustizia sociale;

3. Pianta organica e servizi alla città. Revisione, integrazione e ristrutturazione della pianta organica al fine di migliorare e rendere più efficienti e funzionali i servizi per avvicinarli alle esigenze dei cittadini; introduzione ed espansione di servizi telematici; adozione di criteri di selettività ed efficienza della spesa pubblica da conseguire con una buona e corretta amministrazione;

4. Democrazia e partecipazione promuovendo incontri pubblici periodici nei vari quartieri per discutere direttamente con i cittadini dei loro problemi e delle possibili soluzioni. Convocazione di assemblee cittadine prima di decidere su questioni che investono gli interessi generali come ad esempio per il bilancio annuale e le scelte urbanistiche;

5. Rendere di nuovo pubblici l’acqua ed i servizi che istituzionalmente dovrebbero essere forniti dalle pubbliche amministrazioni; gli effetti delle privatizzazioni si sono dimostrati nefasti;

6. Scuola e cultura. Con l’aumento del numero di alunni per classe, si pone il problema relativo agli spazi scolastici a tal fine riteniamo necessaria l’elaborazione di piani per l’edilizia scolastica con particolare riguardo alla sicurezza ed all’innovazione per creare spazi moderni ed adeguati alle nuove esigenze ( palestre, laboratori, mense ), funzionali ad una scuola in cui l’alunno sia parte attiva e protagonista. Scuole più accoglienti ed attrezzate invogliano anche a studiare di più e meglio; maggiori investimenti per garantire il diritto allo studio a tutti;

7. Ambiente e territorio. Eventuale modifica del Piano Urbanistico Territoriale con precisa normativa sulle destinazioni d’uso dei suoli che definisca con precisione quello che si può realizzare in un determinato comparto e con quali modalità per raggiungere gli obiettivi già descritti. Delimitazioni di aree pedonali, anche temporanee o periodiche; politiche di promozione di parcheggi pubblici; adozione del Piano Traffico per migliorare la circolazione dei veicoli e ridurre le emissioni degli scarichi nell’ambiente; individuazione di fasce orarie per il carico e lo scarico delle merci; istituzione di contributi per interventi di riduzione dei consumi di energia termica delle abitazioni e per l’installazione di pannelli solari al fine di incrementare l’uso di fonti energetiche alternative; programmazione di detti interventi per tutti gli edifici pubblici;

8. Trasporti. Definizione di un Piano dei trasporti pubblici non inquinanti sia per il collegamento con le frazioni e con le scuole del territorio, sia per i collegamenti esterni al comune; stipula di convenzione per favorire l’uso di biciclette anche in affitto; facilitazioni e/o contributi per il trasporto degli studenti e degli alunni;

9. Opere pubbliche. Troppe sono le opere pubbliche necessarie a rendere più vivibile la nostra città e fornire maggiori servizi ai cittadini e poche le aree disponibili. Farne l’elenco è un inutile esercizio mentale e farebbe erroneamente capire all’elettore che, stilatone l’elenco, come fanno gli altri, l’opera sarebbe assicurata. In realtà, considerata la sempre più ridotta disponibilità di risorse del bilancio comunale, ogni intervento di strutture o riesce a trovare finanziamenti con risorse regionali, statali ed europee, oppure ogni proposta sarebbe destinata a restare un semplice desiderio; per tali motivi l’impegno che i comunisti sentono di garantire è quello di utilizzare tutti i finanziamenti sovracomunali possibili per migliorare le condizioni di vita nel nostro territorio. Altro ragionamento invece merita l’uso immediato di risorse già disponibili come ad esempio i fondi messi a disposizione dalla TAV per l’acquisto dell’ex Moneta e della sua trasformazione in parco pubblico che resta, per ora, irrealizzabile grazie alla voluta inerzia delle amministrazioni precedenti che ha consentito a due ex consigliri comunali di acquistare l’area per uso speculativo, un disegno da impedire.

Il nostro obbiettivo è semplice: trasformare la nostra comunità, conosciuta nel mondo come la città degli abusi, della violenza camorristica, dei politici e governanti corrotti, in città solidale, dell’ accoglienza, del lavoro e delle pari opportunità per tutte e tutti. Una città normale

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categorie: politica, politica locale, informazione locale, prccasalnuovo
10/11/2009

Incontro tra Militanti, Candidati, Simpatizzanti ed Elettori

Giovedì 12 Novembre 2009

Ore 17.00 - 19.00

Ludoteca - Centro Polifunzionale "P. P. Pasolini"
Via Fausto Coppi, Casalnuovo di Napoli

Lista Comunista e Anticapitalista

candidato Sindaco Pietro D'Alisa

Simbolo lista anticapitalista

Incontro tra Militanti, Candidati, Simpatizzanti ed Elettori

"E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.

postato da: gpdc81 alle ore 20:53 | link | commenti (2)
categorie: politica, politica locale, informazione locale
08/11/2009

Appello al voto dei Giovani Comunisti di Casalnuovo

Il 29 e 30 novembre i cittadini di Casalnuovo sono chiamati alle urne, a soli 3 anni dalle precedenti elezioni amministrative, per scegliere quale sarà la compagine politica che governerà il paese nei prossimi 5 anni… salvo nuovi scioglimenti. Tante cose sono successe dal 2006 ad oggi. La giunta comunale, guidata dall’ex sindaco Antonio Manna, viene sciolta nel dicembre 2007 per infiltrazione camorristica in seguito alla scoperta di decine di palazzi abusivi venuti su dal nulla nella frazione di Casarea… costruiti dai clan della camorra con l’avallo di numerosi esponenti dell’allora maggioranza!!! A distanza di 3 anni alcuni politici e politicanti casalnuovesi, protagonisti dei fatti che hanno regalato al nostro paese la pagina più buia della sua storia, sono nuovamente sulla scena politica, pronti per essere rieletti in un consiglio comunale dal quale sono stati cacciati per conto di atti giudiziari.
Dal canto nostro, come Partito della Rifondazione Comunista, abbiamo sempre fatto sentire la nostra voce, con qualunque mezzo possibile, contro lo scempio che Casalnuovo ha subito. Scempio morale prima che territoriale, attuato prendendosi gioco del consenso elettorale ricevuto per portare avanti i propri sporchi giochi affaristici sulla pelle di elettori ed elettrici casalnuovesi.
Ecco perché, con caparbietà e costanza ci ripresentiamo, questa volta in alleanza con il Partito dei Comunisti Italiani sotto il simbolo della Lista Comunista e Anticapitalista, alle elezioni comunali  per dare voce a quegli elettori e a quelle elettrici che non vogliono abbassare la testa di fronte alle ingiustizie che vengono perpetrate nel nostro paese. 
Chiediamo a tutti voi quindi di sostenere il nostro progetto di alternativa in questo paese alle volte dimenticato da Dio, troppo spesso dimenticato dalla magistratura. E soprattutto di sostenere i candidati più giovani presenti nella lista elettorale. Da poco 18enni e alla prima esperienza elettorale, abbiamo tutta la voglia e la convinzione di poter dare un’alternativa a Casalnuovo, non fatta di chiacchiere elettorali ma di presenza fra la gente! Vi chiediamo di darci una mano ad avviare un nuovo corso politico e sociale, portato avanti dai veri volti nuovi della politica e non da coloro che si spacciano per tali.
Uno dei nostri mentori affermò che “se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia”.
Proprio come lui,noi abbiamo voglia di sognare insieme a tutti quanti voi e siamo sicuri di poter contare, da parte vostra, di tutto l’appoggio di cui abbiamo bisogno.
 
Simbolo lista anticapitalistaVincenzo Esposito   Studente -Direttivo circolo P.R.C. “Peppino Impastato”
Giovanni Maria Lobascio  Studente -Direttivo circolo P.R.C. “Peppino Impastato”
Gennaro Verde   Studente -Rappresentante d’istituto Liceo ” Vittorio Imbriani”
Con Pietro D'Alisa candidato sindaco
06/11/2009

Casalnuovo, controlli speciali per il voto

Casalnuovo. Qualcuno condanna la camorra e loda le forze dell'ordine, qualcuno preferisce non dire niente e qualcun altro ostenta un garantismo, come dire, "estremo". C'è pure chi preferisce non rispondere causa telefonino malfunzionante. Comunque i candidati a sindaco alle prossime elezioni del 29 e 30 commentano nel modo più disparato la retata antimafia. Per Pietro De Luca (Pdl) solo un «no comment» mentre Giovanni Romano (Udc e due liste civiche) dice: «Conosco due degli arrestati, Francesco Rea e Angelo Barbagallo, sono due grandi lavoratori». Impossibile contattare Antonio Peluso (tre liste civiche più quella di Sinistra e Libertà) per una serie di problemi nelle comunicazioni. Ma c'è anche chi, per fortuna, parla. E molto. «Ogni operazione antimafia è sempre un fatto estremamente positivo - afferma Pietro D'Alisa (Prc-Pdci) - chiedo alle forze dell'ordine che, visto il recente commissariamento del Comune, vigilino al massimo su queste elezioni». E Gerardo Giannone (Classe Operaia) aggiunge che «i camorristi devono stare in galera, che è il loro posto». Geremia Romano (Pd) è euforico: «Finalmente è legalità nel territorio: si comincia a smuovere qualcosa facendo un po' di pulizia». Infine, Biagio Cusati, una corazzata elettorale, la sua coalizione, ben sei civiche: «Un plauso alle forze dell'ordine per questa ottima operazione a difesa delle istituzioni, della legalità e della sicurezza»


Casalnuovo. Dopo la retata anticamorra della Dia scattano i controlli anche sul delicato fronte elettorale. Ieri il prefetto Antonio Codispoti, il capo della commissione governativa che da due anni guida questo comune commissariato per infiltrazioni mafiose, ha spedito un messaggio scritto al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa: «Chiedo che le forze dell'ordine approfondiscano le indagini sui candidati al consiglio comunale». Parole più che significative, soprattutto se considerate in vista dell'imminente appuntamento col voto, che il 29 e 30 novembre sancirà il ritorno dei partiti e delle liste civiche nell'assemblea cittadina, sciolta il 22 dicembre del 2007, undici mesi dopo lo scoppio dello scandalo dei rioni abusivi. Finora l'unico elemento concreto che lega gli arresti dei componenti del clan Veneruso-Rea all'attività del Comune è la figura di Francesco Rea junior, 36 anni, di Casalnuovo, cugino del quarantacinquenne boss omonimo, detto «pagliesco», latitante da mesi. Rea junior era riuscito, l'anno scorso, attraverso la creazione di una società di comodo, a impossessarsi di alcuni chioschi confiscati ai clan e quindi messi all'asta dai commissari prefettizi. I suoi prestanome si erano introdotti in municipio ed avevano partecipato alla vendita all'incanto degli chalet più in vista e remunerativi della città. Nelle mani di Rea era finito un chiosco in particolare, quello che si trova nella piazza intitolata a Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino assassinato dalla camorra. Poi però i carabinieri della caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa, il comando militare ubicato nella vicina Castello di Cisterna, si sono accorti del giochetto e tre mesi fa hanno fatto bloccare l'assegnazione definitiva dei chioschi, ottenendo dalla prefettura di Napoli anche l'interdizione antimafia per un bar di Rea, il Colorado Cafè, ubicato a pochi passi da piazza Siani. Dopo l'intervento dei militari i commissari prefettizi hanno bloccato l'assegnazione degli chalet. Fino a ieri, però, il Colorado Cafè era rimasto aperto. Comunque la sensazione è che da queste parti si avverta ancora la presenza di un'opprimente cappa mafiosa. La retata della Dia, ha portato nelle patrie galere solo una parte del clan Veneruso-Rea. Il boss è riuscito a sfuggire alla cattura. Lo stanno braccando da tempo i carabinieri di Castello. Alle sue calcagna c'è il colonnello Fabio Cagnazzo, uno dei principali artefici dell'arresto, nel Nolano, del superboss della camorra Pasquale Russo e del fratello Carmine. In piena mobilitazione anche la compagnia carabinieri di Castello di Cisterna, diretta dal capitano Orazio Ianniello. La caserma Dalla Chiesa è l'avamposto antimafia in un territorio in cui la camorra è praticamente dovunque. Da qui gli uomini del colonnello Antonio Jannece hanno svolto le indagini sulle complicità tra camorra e politica. Investigazioni culminate con il commissariamento anticamorra di molti comuni dell'hinterland, comune di Casalnuovo compreso.

"Il Mattino" 06/11 Pino Neri

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categorie: politica, politica locale, informazione locale